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...there's a plague inside of me eating at my disposition...nothing's left torn out of reality...

alice ...

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Elisa Zambonwrote:
ice nn t vedo mai online!!
June 21
volevo invitarti nel mio space a leggere le novità sui green day!
lascia  perdere quello che penso e vieni a leggere! se davvero ami i green day uscirai del mio space con le lacrime agli occhi!
Nov. 23
Ciao! Grz x l'amicizia, passi da me a lasciare anke tu un commento? Bax.
Nov. 16
diegowrote:
CAVOLO BELL BLOG CMQ ANKE LA PADRONA E MOLTO CRINA CIAO CIAO BELLAAnimoticon
Nov. 9
il tuo blog e veramente carino...e in piu i grenn day sono fantastici come loro nn ci sono piu...ciao ciao...
Nov. 5
11/20/2008

Il mio libro...

Il mondo:una macchina da guerra; la vita:la sofferenza; gli altri:i pregiudizi; io:quella sbagliata; lei:il consiglio; lui:la via di fuga.

Per sopravvivere bisogna trovare una qualche forma di adattamento che ci renda conformi e adeguati alle continue richieste che provengono dall’esterno. IO questo adattamento non l ho mai trovato eppure sono ancora qui … anzi sì … mi sono adattata ma non al MONDO bensì a me stessa. Lo so sembra assurdo! Il mondo ho rinunciato a capirlo, funziona con una logica tutta sua … o meglio … con una logica che non è la mia ma degli ALTRI. A volte mi sembra di leggere un libro e la mia VITA è scritta in una lingua che non conosco ma che gli altri parlano benissimo. Qualche tempo fa avrei rinunciato a leggere quella storia, un insieme di lettere messe lì, sulla carta, senza uno specifico ordine né significato … ma poi qualcuno,che comprende quella lingua, mi ha detto che vale la pena leggere alcuni capitoli della vita, i più belli: l’amicizia, la fiducia e l’amore.

Ho tradotto i primi due.; non è stato facile ma ho comunque prodotto qualcosa di comprensibile. Ho capito che l’amicizia è qualcosa di unico e autentico, non la si può sprecare rimpiangendo il passato o progettando il futuro ma bisogna viverla godendo dei momenti che si presentano ora, nel presente. La mia vera amicizia è LEI, che sento poco e vedo ancora meno … stiamo crescendo e inevitabilmente le nostre strade si dividono … ma non è importante: anche il silenzio dei giorni resi vuoti dalla sua assenza mi ricordano quanto fortunata sono stata a conoscerla, le risate a scuola e le belle parole delle lettere di compleanno! Il nostro rapporto si basa sul rispetto e sulla fiducia … ah già la fiducia!! Il manuale della mia vita sembra ribadire la poca considerazione che le ho dato nel corso degli anni ma sottolinea anche la sua importanza: non bisogna offrirla a chi ti ricopre di parole e complimenti ma solo a chi ti guarda da lontano e ti sorride. E io l’ho fatto … la mia fiducia è andata a LUI e ormai non posso più riprendermela ma sono convinta che sia la cosa giusta! Non mi sta lasciando sola e qualcosa mi dice che non lo farà … mi sta accompagnando in questa mia lettura e soprattutto nella traduzione del terzo capitolo: l’amore. Non so cosa ci troverò scritto se mai riuscirò a tradurlo; non mi sono mai innamorata, non ho mai messo vero sentimento nelle parole “ti amo” ma le usavo come mezzo per tenermi stretta l’altra persona … perché tutti hanno paura della solitudine! Tornerò su quelle parole milioni di volte se necessario, fino a quando comprenderò che l’amore esiste nella sua piena essenza … e forse mi accorgerò di essere sempre stata in grado di amare … chi lo sa!

Di una cosa sono convinta: l’ultimo capitolo sarò io a scriverlo e non parlerà di dolore e sofferenza ma solo della pura felicità … perché è lì che voglio arrivare!

10/30/2008

"Grazie"...

Credevo di esserne dipendente, di aver costante bisogno del suo appoggio, di dover avvertire la sua presenza e invece … e invece la sua assenza mi ha spinto a una nuova conoscenza di me stessa: nuove cose, nuove persone, nuove esperienze e piena capacità di riconoscermi in esse!

Era capace di dare un senso alla mia vita che si frantumava nelle sue innumerevoli occasioni e nella vanità dei sentimenti; ho vissuto troppe passioni disperse nel vortice dell’irrazionalità, nel movimento irrefrenabile dei tempi senza guardare al mio bisogno di una conoscenza essenziale dell’affetto puntando a una comprensione più globale dell’amore. Il risultato? Non ho capito nulla! Ad animare il mio essere era solo un’insormontabile dissipazione del mio io e di quella realtà oscura e convenzionale. La sua lontananza mi ha permesso di capire che era la dimensione del sogno mista a quella della follia a suscitare in me momenti di pura invenzione, di complesse ed eterogenee sensazioni fantastiche. Non rinnego le mie emozioni e nemmeno le sue: le abbiamo vissute e sentite nel pieno della nostra consapevolezza ma non ci hanno permesso di crescere; troppo attaccamento e poca indipendenza, troppo cuore e poco spirito, troppo entusiasmo e poca razionalità. Il sentimento abbracciava lo spazio e l’intensità di un’esperienza assoluta cancellando ogni traccia dell’esistenza individuale; ogni frammento della nostra soggettività era stato trasformato in un nuovo e unico “io“, che spesso si rivelava in moti oscuri e indefiniti ma che pure ci dava tanta forza. Solo questo distaccamento mi permette di camminare da sola, a piccoli passi ma con una sicurezza che non credevo di avere; non sento la sua mancanza e per questo non vorrei averlo qui ora, a giudicare ogni mia azione facendomi sentire inadeguata a ogni movimento. Ho apprezzato il suo aiuto, ogni suo buon consiglio, ho ascoltato ogni sua parola ma ora basta … ho fatto mio tutto ciò che mi ha dato gratuitamente e ho imparato a sorreggere il peso delle mie azioni.

Sono sicura della mia capacità di reagire positivamente alle nuove occasioni che mi si presenteranno senza il bisogno di voltarmi verso di lui alla ricerca di qualche cenno di consenso; tuttavia spero di non cambiare idea prima del suo ritorno e di non perdere fiducia nella convinzione di abbandonare la sua guida. Ma quel poco di affetto che ancora mi rimane, di sicuro mi porterà da lui per dirgli una sola parola:”grazie!”

10/18/2008

La storia...

“La storia non si snoda come una catena di anelli ininterrotta. In ogni caso molti anelli non tengono […], la storia non è prodotta da chi la pensa e neppure da chi l’ignora”.

Ogni persona è il frutto della sua storia, di ciò che ha vissuto e di ciò che sta vivendo, di ciò che ha fatto e di ciò che avrebbe voluto fare; c’è chi è felice e chi è triste, c’è chi è soddisfatto e chi ha rimpianti, c’è chi è ha imparato molto da ogni esperienza e chi non sa ancora cosa significhi “vivere”… e poi ci sono io: la mia storia, nella sua più impenetrabile particolarità, resta lontana da ogni possibilità d’interpretazione, da ogni allusività, da ogni ricerca del compiacimento. Odio sfogliare le pagine della mia vita, odio guardarmi dentro e vedere che giorno dopo giorno non cambia nulla; per definizione la storia è dinamica, cambia in continuazione, un’ irrefrenabile mutamento … la mia no, è sempre immobile nello stesso punto … staticità, questa la caratteristica primaria del mio essere. Qualcuno potrà dire che il mio è un rifiuto di partecipazione diretta alla mia vita e che per questo mi limito a interpretare i segni che ricevo passivamente dall’esterno, dall’ intrico disordinato e scomposto di forme che mi circonda, dal rimbombo delle voci di chi mi giudica e dagli sguardi distratti di chi mi osserva. No! Io vivo attivamente ogni istante, ogni occasione che mi si presenta, so far tesoro dei consigli di chi mi ama ma ho anche imparato ad ascoltare il silenzio di non ha il coraggio di dire che la mia vita fa schifo; anch’io piano piano sto comprendendo cosa significhi crescere, lo sto facendo da sola ma nel farlo mi sto lasciando morire dentro … e non faccio nulla per frenare questa lenta distruzione di spirito. Così molti anelli della mia storia non hanno retto ma non posso ignorare la loro esistenza; la loro rottura ha destabilizzato il mio equilibrio ma non provo paura, solo tanta, tantissima rabbia.

 Ogni mia ricerca dell’alternativo finisce per rivelarsi un’illusione che rafforza la solitudine del mio io ; poi qualcuno mi porge la sua mano: è successo altre volte, troppe, e non sono mai riuscita a rialzarmi perché quella mano veniva ritratta prima che riuscissi ad afferrarla. Ora ci sono nuove persone davanti a me e, per la prima volta, vedo solo sincerità nei loro occhi … forse, in fondo, il mondo non è tutto da buttare ma non so ancora se vale la pena essere felice!

8/27/2008

Tic tac...tic tac

Tic tac tic tac … un ticchettio batte nella mia mente … tic tac … è il tempo che scorre incessante e tu non sei qui a condividere con me questo lento scorrere di immagini, di suoni e di momenti. Dove sei??

Tante fugaci parole dette di fretta a una persona sconosciuta, a un’altra me, quella ragazza che neppure io conosco … apri gli occhi: io sono qui, non guardare lontano! Quante volte mi hai negato un saluto, un sorriso, uno sguardo preferendo l’indifferenza?! Troppe lo so, eppure quei gesti non mi feriscono perché ti cerco quando sono triste, ti cerco quando sono felice, quando piango o sorrido, ti sto cercando ora… ma non ti trovo … perché?? Così ora sono qui da sola, con una foto tra le mani e tanti ricordi nella testa, ricordi di emozioni provate e che ritornano a ogni parola, a ogni gesto, a ogni profumo conosciuto e mai dimenticato. Tutta questa insicurezza che mi porto dentro mi blocca e mi impedisce di mostrarti chi è veramente questa ragazza che tanto cerca e nulla trova perché l’ha perduto … o forse non l’ha semplicemente mai avuto … io questo non posso saperlo, solo tu lo sai! Ti prego dimmelo … dimmi dove sei, cosa fai, cosa stai pensando e soprattutto chi sei, tu che con la tua sola presenza hai cambiato la mia persona. Forse un giorno ripenserai a tutto ciò ma io non so se ci sarò, di sicuro non ti avrò dimenticato.

Tic tac tic tac … i giorni passano … tic tac … e una chiamata arriverà, uno squillo che fermerà il continuo ritorno di quelle note, di quella canzone che sempre ascoltavi e che mi hai insegnato ad amare; era la tua melodia ma senza saperlo me ne hai regalato un pezzo, il più bello ... ora è la nostra canzone ma non possiamo ancora condividerla perchè troppo ci separa! Io risponderò a quella chiamata e solo allora capirai chi sono.

 

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8/21/2008

"Bussando alla porta del paradiso"

Non c’è spazio in questo mondo per noi che guardiamo al presente, che crediamo ancora alla vera amicizia e all’amore perfetto … per noi, piccoli illusi, che poniamo ogni speranza nel sorriso di chi ci sta accanto, nella gioia di vivere e nell’amore per la semplicità! Là fuori tutto è stato trasformato in un’enorme macchina infame che ogni giorno genera ingiustizia, malattia, sofferenza e dolore!! Ci stiamo perdendo ragazzi miei… stiamo per diventare anche noi parte di quella catena di montaggio e piano piano ci stiamo avvicinando all’autodistruzione perché vivere è difficile: quelli che erano i valori personali sono ora valori sociali, la crescita del singolo è la crescita della nazione e ogni scelta individuale è in realtà una scelta collettiva!! Massa e progresso … progresso e massa: queste le uniche due componenti dell’esistenza umana!!

Dov’è il mio io in tutto questo?? Non c’è più, è questa la verità! Di giorno in giorno l’uomo migliora le sue tecniche di conoscenza e finisce per conoscere sempre meno se stesso, proietta ogni singola energia verso l’esterno senza accorgersi dell’immensità che ha dentro!! Così ora sono qui, a lottare tra e me, tre me e voi, tra me e noi ... sono qui, seduta su questa seggiola, a raccontare la mia inettitudine con la vita, la mia incapacità di sentirmi per una volta “vincente”, la mia impossibilità di percorrere il binario della felicità ... e non so nemmeno trovare un colpevole per questo … ce ne sono troppi, prima tra tutti me stessa … io che mi sono persa per seguire voi!

Da bambina credevo che il mondo potesse essere rinchiuso in una scatola, la mia scatola: la aprivo, la richiudevo, ci riponevo nuovi sogni e gettavo quelli vecchi … poi l’ho lasciata là, a muffire in un angolo. Oggi l’ho riaperta ma qualcuno l’ha svuotata lasciandomi solo due cose: la mia religione e la mia musica. Io non credo in Dio, non ci ho mai creduto e non so se un domani lo farò, ma nutro una profonda fede per tutte le piccole cose che mi aiutano a ricordare chi sono ogni volta che perdo la giusta strada: la mia è la religione della famiglia, del rispetto, dell’amore e dell’amicizia; e poi c’è la musica, un melodico fracasso che rimbomba nel mio cuore e lo fa pulsare perché solo la musica mi impedisce di sentire gli ordini di chi comanda e le urla di chi subisce.

Nessun sogno, nessun progetto, nessuna certezza … solo la voglia di sperare e di crederci perché un giorno anch’io busserò alla parta del paradiso!

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8/16/2008

E nulla cambia

L’altro giorno ho avuto un incontro con la psicologa e i temi del giorno sono stati “la percezione della dialisi” e “la prospettiva del trapianto”, una conversazione che ha messo in luce la vulnerabilità della mia famiglia. Ognuno di noi sta cercando nuovi adattamenti per far fronte a questa situazione, ormai ben lontana dai canoni della normalità (per quanto questo concetto possa essere soggettivo), quindi ci stiamo piano piano allontanando uno dall’altro senza nemmeno rendercene conto tanto che il concetto di “noi”sta lasciando il posto a quello di “io”. Mia madre è sicuramente la persona più turbata poiché sente il peso della responsabilità di ogni singolo problema, anche il più banale, così si è chiusa in un silenzio tutto suo, mentre mio padre ha optato per l’alcol che spesso lo spinge ai limiti della tolleranza: è cosi alterato che, su suggerimento della psicologa, abbiamo preso in considerazione la possibilità di contattare una clinica di alcologia ma per il momento abbiamo deciso di dargli fiducia visto che ha promesso di impegnarsi positivamente (ci sta riuscendo da due giorni!). Per quanto riguarda me stessa, non so come sto reagendo, non ho la capacità di percepire il mio stato d’animo e tanto meno di valutarlo o più semplicemente non voglio capire chi e come sono! So solo che questa situazione mi piace sempre meno e mi ferisce sempre di più ma è una questione che devo affrontare da sola dal momento che ho compreso una cosa molto semplice: in questo mondo non si può contare su nessuno; ogni giorno incontro persone che si presentano come “missionarie” con le consuete frasi fatte: “puoi contare su di me”, ”io ci sarò sempre”, ”ma ci sono qui io per questo”… e poi sono le prime a godere dei mali altrui senza rendersi conto che la mia sofferenza sta bussando alla loro porta!! EHI, BRUTTI IPOCRITI, CI SIETE?? E scusate se vi disturbo nel mezzo della vostra seduta di pettegolezzi! La vostra pacchetta sulla spalla e il vostro falso “sù coraggio” sapete esattamente dove metterveli!!!

Eppure qualcuno di sempre disponibile c’è: non mi giudica, mi ascolta in silenzio, mi capisce al volo e soprattutto fa parte di me … lo chiamano “pianto”… la mia mente ripercorre i miei dolori, gli occhi si fanno pesanti, una lacrima mi bagna il viso ed è in quel momento che mi rendo conto che questo è realmente un mondo di merda!!

                                        
7/28/2008

La mia scelta

Nella vita capita d’imboccare la strada sbagliata,di optare per la scelta meno consona alle proprie aspettative,di ritrovarsi di fronte a un precipizio di cui non si vede il fondo.Eppure ogni esperienza ci rende più ricchi,modella la nostra personalità rendendoci ciò che siamo,alimenta la fiamma delle emozioni…è questo che caratterizza l’esistenza umana:la possibilità di scegliere. Ma spesso questa facoltà ci è nagata,il comando passa nelle mani di forze estranee che l‘uomo non sa e non può controllare… perché? Spesso vorrei essere diversa…ma diversa da chi? Diversa da cosa? Cosa significa “diversa”? Ecco..è proprio questo il mio problema…forse conosco così poco me stessa da non essere nemmeno in grado di definirmi nel tentativo di proiettarmi verso qualcosa di alternativo…e come potrei cambiare quando tutto mi si rivolge contro come una tempesta? L’altra strada non riesco vederla..qualcosa me lo impedisce…non so nemmeno che aspetto abbia quella via!! Come posso lasciare qualcosa che conosco poco per qualcosa che no conosco affatto? Eppure comincio veramente a sentire il peso di questa scelta non fatta e continuamente rimandata! Ma io non voglio cambiare,voglio che la mia vita cambi!! Ma che ne so io della vita? Chi sa qualcosa sulla vita? Ognuno vive la propria esistenza a modo proprio valutandola in base alle proprie categorie mentali e alla propria esperienza;forse un concetto universale di vita non esiste:è una moltiplicità di piccole esistenze a dominare…ecco cos’è la mia presenza in questo mondo: un frammento di spirito,un sogno,un turbine di emozioni nel quale distinguo chiaramente la sofferenza e il dolore. Ma c’è dell’altro,non so dire con precisione cosa ma c’è… è una devastante sensazione di vuoto ma che non mi fa paura,mi annebbia la vista ma mi conduce dritta alla salvezza,mi oscura la ragione ma m‘insegna a distinguere il bene dal male,è pura contraddizione ma sa esattamente cosa voglio…penso sia l’amore,quell’amore che spesso provo per un sorriso naturale,per un abbraccio spontaneo,per un “ti voglio bene”sincero,per un amico felice. Nessuno ci impedisce di scegliere l'amore!! Oggi una persona lontana da me anni luce mi ha insegnato ad amare…ed è una cosa magnifica!

 
 

Grazie. 

7/24/2008

tipi simpatici...

   "...ci sono tipi simpatici che cercano di apparire stronzi
                 e stronzi che provano a essere simpatici.
                                   Io sono una stronza che cerca di apparire simpatica!..."
 
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